strani compagni di viaggio

In viaggio con una bottiglia, dall’Islanda all’Amazzonia

C’è chi, sconsideratamente, abbandona bottiglie di plastica dove gli capita: gettate lungo una strada, dimenticate sopra un muretto, lasciate in un bosco o su di una spiaggia. Sappiamo tutti che questo comportamento non è corretto, anzi, è fortemente stupido.
Ma qui, leggerete un’altra storia.
Questo è il viaggio di una bottiglia di plastica, che per 3 mesi e mezzo mi ha accompagnata dall’Islanda fino a Manaus, nel cuore dell’Amazzonia, tornando poi insieme a me in Europa.

Il 3 marzo scorso, terminava il mio viaggio di una settimana in Islanda, il mio secondo viaggio sull’isola di ghiaccio (e fuoco).
Durante la permanenza in questa terra del nord, è iniziata anche la mia nuova attività part-time di insegnante di meditazione.

Terminati i normali controlli di sicurezza nell’aeroporto di Keflavik, una volta oltrepassato il temutissimo giudizio del nastro a raggi X, ero rimasta (come sarà capitato spessissimo a tutti voi) senza acqua da bere.

Ovviamente la soluzione era a portata di pochi passi, e con una manciata di euro pari al triplo del prezzo normale, acquistai una graziosa bottiglietta d’acqua da 750 ml.
Né io, né lei, conoscevamo ancora quale sarebbe stato il nostro destino.

Icelandic Glacial

la mia compagna di viaggio

IN GIRO PER IL MONDO IN COMPAGNIA DI UNA BOTTIGLIA DI PLASTICA

Tornata in Italia, avevo una settimana di tempo per organizzare la mia prossima partenza: destinazione Ushuaia, Tierra del Fuego, Fine del Mondo, la punta più meridionale dell’Argentina!!

Preparato lo zaino grande ed il piccolino, la vidi sporgere da sopra il tavolo della cucina, e siccome avevo bisogno di portare con me dell’acqua, pensai: “ti porto via con me, andiamo a farci un giro 🙂 “.

Infilata la bottiglietta nella tasca laterale del mio piccolo zainetto blu, partimmo insieme da Sansepolcro con destino Roma.

Per via della distanza, gli aeroporti della capitale rappresentano per me la scelta d’elezione circa i voli internazionali. Inoltre, quando vado a Roma, ne approfitto per fare un saluto al mio caro amico Sandro, un altro intrepido viaggiatore.

Il 12 marzo 2019, dopo aver preso 3 aerei, io e la mia Icelandic Glacial da quasi 1 litro, atterriamo piuttosto svuotate ad Ushuaia. E’ mattina presto, l’aria è pungente ma non troppo perché un inaspettato sole ci farà compagnia durante tutta la durata del viaggio alla Fine del Mondo.

Ushuaia Argentina

Un buongiorno dalla Fine del Mondo!!

alba a Ushuaia

USHUAIA – anche se non si vede, Icelandic Glacial era con me

Come spesso accade durante le mie “esplorazioni”, ad Ushuaia l’itinerario che avevo in mente prese una direzione differente.
Un po’ per cercare una persona speciale di cui un giorno vi parlerò, ed un po’ per vivere in maniera selvaggia la Patagonia cilena, io e la mia compagna di plastica ci ritroviamo così ancora più a sud, per l’esattezza a Cabo de Hornos, oggi chiamata Isla Navarino, la cui capitale, Puerto Williams, è la città (o meglio paesino) più australe di tutto il mondo.

Ecco che dall’alto dell’emisfero boreale, la piccola Icelandic Glacial si ritrovava ora nell’emisfero australe, e nonostante la mancanza delle aurore che colorano il cielo, se la cavava benissimo pure quaggiù, a nemmeno 4000 km dal Polo Sud.

Puerto Williams, oltre la fine del mondo

L’arrivo in Chile…

Isla Navarino vicino al Polo Sud

… con la mia bottiglina di plastica

Ovviamente aveva bisogno di essere ricaricata frequentemente, ma questo non era un problema. Quando era possibile, la riempivo con l’acqua gratuita dei distributori che valutavo sicuri e non a rischio di spiacevoli sorprese gastrointestinali, altrimenti, compravo grandi bottiglioni che restavano ad aspettarci nel luogo in cui stanziavamo durante il nostro viaggio, il quale di solito si svolge lentamente.

A mano a mano che i giorni scorrevano gli uni sugli altri, io mi affezionavo sempre di più a lei.
Quando si viaggia da soli per lungo tempo, può capitare di trascorrere alcune ore adagiati sopra alla malinconia, ma alla fine, la presenza di quella piccola bottiglia di plastica accanto a me, mi ricordava tutta la strada fino ad allora fatta, ed i tanti momenti, fortunatamente per lo più buoni, già affrontati e superati.

Insieme ad una bottiglia di plastica, ho percorso il Cile da sud a nord, fino ad arrivare a San Pedro de Atacama. Da qui, a bordo di una jeep, siamo entrate in Bolivia.

in viaggio con una bottiglia in Bolivia

Salar de Uyuni – Bolivia – 29 aprile 2019

Copacabana, Lago Titicaca – Bolivia – maggio 2019

Poi abbiamo raggiunto il Perù.

viaggiare il mondo con una bottiglia di plastica

Vinicunca (montagna 7 colori) – Perù – maggio 2019

Infine prima di tornare a casa in Italia, siamo andate alla scoperta de Las Tres Fronteras, un’area geografica dell’Amazzonia in cui confinano Colombia, Brasile e Perù.

le tre frontiere dell'Amazzonia

nella città di Leticia (Colombia), dove a pochi metri di distanza si raggiunge Santa Rosa (Perù) e Tabatinga (Brasile) – giugno 2019

A Manaus, capitale dello stato brasiliano di Amazonas, abbiamo preso l’aereo per tornare in Europa, e mentre all’inizio di questo articolo ero convinta che l’ultimo viaggio della mia amica di plastica sarebbe stato quello nella differenziata, ora che sto per scrivere le ultime parole, ho deciso che la piccola Icelandic Glacial, si è guadagnata a pieno titolo un posto tra i miei cimeli di viaggio!

una bottiglia amica di viaggio

il ritorno a casa – Sansepolcro – Italia – 22 giugno 2019

Qual è dunque il succo di questo racconto?
Che la plastica non va mai abbandonata e che da una bottiglia può nascere una storia 🙂

 

Spero che questo articolo ti abbia in qualche modo aiutato.
Grazie per la tua lettura.
Cristina – Bagaglio a Bordo 

 

2 commenti
  1. Sandro
    Sandro dice:

    Cara Cristina… che viaggio !!!!
    … quanto Amore per questo nostro PianetaTerra si legge in questo racconto di viaggio…
    Grazie della citazione e delle belle parole…sei una bella persona …fuori dal normale ..
    Grazie per questa storia della bottiglia…. e la sua “Poesia “…
    Grazie di esserci…
    Sandro

    Rispondi
    • Cristina
      Cristina dice:

      Caro Amico, mi piace molto questo tuo definirmi fuori dal normale!! 😀
      Lo sai, ho ripercorso il viaggio (chissà se un giorno riuscirò a raccontarlo tutto??) e tu, sei stata l’ultima persona amica e conosciuta, che ho salutato prima di partire 🙂
      E’ stato un piacere sia “citarti” che sapere di averti trasmesso qualcosa.
      Grazie a te 🙂
      Un forte abbraccio e a presto!!!

      Rispondi

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