gioia e incredulità nel mio sguardo

Dall’alba al tramonto: una giornata a Cuyabeno, Amazzonia

Rimanevo all’interno del lodge, solo per dormire e durante i pasti. Ovvio che non fossi andata lì per vedere com’era fatto un lodge in Amazzonia.
Al mattino presto, quando le prime luci dell’alba iniziavano a scaldare l’aria, mi mettevo seduta sul piccolo porticciolo che iniziava a mostrare i primi segni di marcio per via dell’umidità.

In giro non c’era ancora nessuno. La colazione non era ancora pronta.

Il risveglio della giungla

Restavo in ascolto dei rumori della giungla a quell’ora piuttosto silenziosa. Alcuni uccelli cinguettavano. Più da lontano, sentivo provenire strani rumori che non sapevo a quale animale appartenessero.
Dai rami delle piante, venivano ogni tanto, strani scricchiolii, come di animali che, nascosti bene, avessero cambiato il loro appoggio.
Le scimmie urlatrici erano sempre quelle più rumorose e presenti, e a quell’ora del giorno, sembravano essere le regine della foresta.

Osservavo davanti a me, quel tratto del rio Cuyabeno, sul quale si riflettevano le imponenti piante circostanti. Ogni tanto il rapido guizzo di non so quale bestiola, catturava la mia attenzione.

seduta sul molo ascolto l'Amazzonia

la piccola banchina nella Foresta Amazzonica

Per il resto stavo lì, incredula di dove fossi arrivata.

Partenza per l’avventura

Dopo colazione, Kamilo, un ragazzo nativo, tarchiato e sulla trentina, accompagnava me e un piccolo gruppo di turisti, alla scoperta dell’Amazzonia.
Uscivamo in barca armati di stivali ed impermeabili, e Kamilo era quasi sempre supportato dal suo giovane aiutante, uno smilzo diciottenne che per via della sua età, ricopriva il ruolo di mascotte fra coloro che lavoravano al lodge, e anche per me.

Entrambi i nostri accompagnatori, appartenevano ad una comunità locale amazzonica, che risiedeva in un luogo non molto lontano da dove noi ci trovavamo.
Nei loro volti erano impressi i caratteristici tratti somatici dei popoli di quella Terra, e con i loro occhi erano in grado di vedere un’animale completamente mimetizzato tra la vegetazione ad una distanza che per me era possibile vedere solo foglie e rami intrecciati.

Kamilo e il suo giovane assistente, riuscivano ad udire e a riconoscere il verso trasportato dal vento di un animale, e rapidi guidavano la barca verso quella direzione.

A volte andavamo con il motore spento, con fare guardingo per non allontanare le creature meravigliose che abitano quel paradiso. Mentre in altri momenti, gli abitanti della giungla si nascondevano così bene che nonostante cercassimo in tutte le direzioni di avvistare qualcosa, non vedevamo proprio niente.

Ma d’altronde è così. L’Amazzonia non è uno zoo, e se devo vedere animali in gabbia, preferisco non vederne.

Allora sfrecciavamo veloci sulle acque del rio Cuyabeno alla ricerca di animali da osservare, evitando tronchi d’albero caduti morti, o oltrepassando tunnel di liane, e schivando con il capo e con il tronco, i rami che sporgevano in basso verso il fiume.

Che incanto di natura infinita! Quell’odore di fresco che ha il sapore di una natura che vince sull’uomo. Quell’odore che sempre vorrei sentire e che voglio proteggere.

Sul finire di una meravigliosa giornata

Tornavamo al lodge per il pranzo e la cena, a volte fradici fino alle mutande come quella volta che un fortissimo temporale si abbatté su di noi durante l’esplorazione in notturna della foresta amazzonica, oppure infangati fino al bacino dopo la camminata di alcune ore all’interno della foresta pantanosa.

impossibile camminare qui senza stivali

la foresta pantanosa

La sera dopo cena, tornavo di nascosto ancora sul porticciolo.
Il buio più assoluto davanti ai miei occhi, mentre una fioca luce filtrava dalle capanne alle mie spalle. Con il cielo sereno, la luna delineava leggermente il profilo delle piante e rifletteva il suo chiarore sulle acque del rio Cuyabeno.

Il fascino del cielo stellato visto da quella terra così remota, mi teneva inchiodata lì, ma solo per pochi minuti, perché i rumori che percepivo provenire dalla giungla oscura vincevano sul mio coraggio, e con un passo rapido ma felpato, ritornavo verso la luce dell’accampamento.

 

Continua la lettura del mio viaggio in Amazzonia

 

Spero che questo articolo ti abbia in qualche modo aiutato.
Grazie per la tua lettura.
Cristina – Bagaglio a Bordo

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