la natura è sempre più forte dell'uomo

Castelluccio di Norcia e la fioritura tra le macerie del terremoto

Oggi voglio parlare di un piccolo paesino che coraggioso svetta solitario su di una collina, tra le cime dell’appenino Umbro-Marchigiano ed il vasto altopiano dei Piani di Castelluccio, uno dei più grandi altopiani dell’Italia centrale.
Castelluccio di Norcia, proprio per questa sua posizione, si trova inoltre all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Il fascino di questo luogo, frutto della meravigliosa natura che lo avvolge, degli eccelsi prodotti agroalimentari autoctoni e di una storia che tocca il cuore, merita sicuramente una visita.
Dopodiché, ci tornerai ancora.

Castelluccio di Norcia con i suoi 1452 m. s. l. m. è il centro abitato più alto dell’appenino Umbro-Marchigiano. Come si evince dal suo nome, Castelluccio fa parte del comune di Norcia, situato a 28 km di distanza ed appartenente alla provincia di Perugia, capoluogo umbro.

Grazie al rinvenimento di oggetti in terracotta e di monete romane risalenti al III secolo a.C., possiamo affermare che queste terre sono state abitate fin da epoche remote.

Da un punto di vista naturalistico è importante ricordare che di fronte a Castelluccio di Norcia, sul confine Umbro-Marchigiano, si erge il monte Vettore (2476 m. s. l. m.) il più alto tra tutti i Sibillini, sul quale a sua volta, si trova il Lago di Pilato, uno dei rarissimi laghi di origine glaciale dell’Appenino e l’unico lago naturale della regione Marche.

Le leggende attorno al lago di Pilato sono tante, e anche il nome di monti Sibillini è chiaro provenga da miti e racconti tramandati nel tempo. Si narra infatti che la Sibilla degli Appennini sia apparsa in questi luoghi, e che assieme alle sue colleghe fate, abiti ancora le vette di queste montagne. Non so se sia opera della Sibilla degli Appennini o della mano di Madre Natura, ma qui a Castelluccio di Norcia l’atmosfera è davvero affascinante!!

Altro aspetto interessante, è che l’altopiano di Castelluccio è formato da tre piani, ad ognuno dei quali è stato attribuito un nome: il Pian Grande, il Pian Piccolo e il Pian Perduto.

Castelluccio di Norcia e le rovine del terremoto tra i colori della fioritura

Ero stata a Castelluccio tanti anni fa. Era inverno, e la neve ricopriva il piccolo paesino e le vette intorno, tingendo con il suo colore bianco gran parte del sottostante altopiano. Una grande pace avvolgeva questa alta vallata, mentre alcuni deltaplani solcavano leggeri il plumbeo cielo. Pranzai con i miei amici, in uno dei tipici ristoranti nel centro dell’antico borgo, gustando i ricchi prodotti di questa preziosa terra.

Mai avrei immaginato di rivedere Castelluccio in queste condizioni…

perchè Castellucio di Norcia è ancora così?

a quasi 3 anni dal terremoto, Castelluccio di Norcia è ancora così…

30 ottobre 2016 terremoto di magnitudo 6.5

Non bisogna aver visitato Castelluccio di Norcia per sapere cosa sia successo qui… Già abitare in questa zona, seppur bellissima, non deve essere stato facile per i suoi pochi abitanti. Gli inverni qua possono essere molto rigidi, con temperature che scendono abbondantemente sotto lo zero e che hanno fatto registrare un – 32° C nel 2005. Immaginatevi poi, la localizzazione che vi ho descritto sopra e che genera per sua natura, un certo isolamento anche quando il clima è favorevole.

Dati del Censimento 2001, riportano una popolazione di 150 unità, già scesa a 120 secondo l’indagine ISTAT del 2011.

Erano le ore 7:40 del 30 ottobre 2016. Era una domenica mattina e me lo ricordo bene perché il terremoto svegliò anche me. La mia casa iniziò a muoversi e sembrava non volersi più fermare. Molti scesero per strada.

Abito a Sansepolcro in provincia di Arezzo, a poco più di 100 km in linea d’aria da Norcia. Vivo in Toscana ma sono orgogliosamente di origini umbre, come una delle regioni fortemente colpite da questo terremoto del 2016, e non solo questo.

Pochi attimo dopo che la terra si fu fermata, arrivò la notizia che Castelluccio di Norcia era stata distrutta. Le immagini non lasciavano spazio a false speranze. Norcia si era spostata di 30 cm verso Ovest tanto era stata la forza del terremoto!

Tanti, troppi paesi, avevano ricevuto lo stesso tragico destino.

Ricordo di mia cugina Elena che, una volta raccolti diversi generi di prima necessità tra gli abitanti del nostro comune, partì con il marito per andare a portare ai terremotati un poco di conforto. Misero a disposizione anche il loro camper, che per mesi divenne la casa di una famiglia che durante il terremoto aveva perso tutto, purtroppo come tante altre persone.

Sarò sincera, io non feci molto per aiutare queste persone. Complice il fatto di trovarmi spesso fuori Italia, mi rendo conto che avrei potuto fare di più. Spero ora, magari con questo scritto, di dare in qualche modo il mio piccolo contributo, e di invogliare qualcuno di voi a fare più di una gita in queste meravigliose terre, che non meritano certo di essere abbandonate, ne loro ne i loro abitanti.

ANDIAMO A VEDERE LA FIORITURA DI CASTELLUCCIO DI NORCIA

Sono tornata a Castelluccio poche settimane fa, in questo mese di luglio 2019. Volevo vedere anch’io la sua famosa fioritura, ed è veramente assurdo aver viaggiato dall’altro capo della Terra e non conoscere ciò che si ha vicino.

Una domenica mattina presto, sono partita con dei miei amici. Da Sansepolcro, abbiamo raggiunto prima Pettino e poi Rasiglia, rimanendo incantati dalla bellezza di questi luoghi.

Siamo poi arrivati a Norcia. Le ferite del terremoto, qui ancora ben visibili, hanno cancellato i nostri sorrisi.

Proseguendo in direzione di Castelluccio, ci siamo fermati a mangiare un panino in una larga piazzola lungo la strada posta in cima al Belvedere, un alto punto panoramico da cui è possibile ammirare tutti i Piani di Castelluccio.
Da questa posizione sembra ancora tutto bello e qui potrete dare una mano comprando i prodotti offerti dai venditori ambulanti.

un punto panoramico sopra la fiorita di Castelluccio

la piana di Castelluccio di Norcia

dove fare belle foto sopra l'altopiano di Castelluccio

a destra il monte Vettore e a sinistra il paese di Castelluccio di Norcia

Risaliti in auto, la strada piano piano comincia a discendere tra le montagne e dopo diverse curve, ci si ritrova su di un lungo rettilineo che attraversa il Pian Grande.

come arrivare a Castelluccio di Norcia

siamo arrivati in mezzo all’altopiano dei monti Sibillini

All’inizio di questa dritta strada, i campi erano già stati battuti e numerose rotoballe risaltavano con il loro sorriso tondo in mezzo alla distesa giallo oro ed ai piedi del monte Vettore, anche lui segnato dal terremoto.

divertenti rotoballe

i campi già battuti…

i segni del forte terremoto sul monti Sibillini

dopo il terremoto del 2016, sul monte Vettore si è formata una spaccatura di 10 chilometri visibile anche in questa foto

Poco più avanti Lei: la fioritura o fiorita di Castelluccio di Norcia. Un’esplosione di colori dipinge la piana e travolge di emozione chi la guarda. Le piante di lenticchie, coltivate dall’uomo e prodotto tipico di questo luogo, si mescolano con le cosiddette piante infestanti, frutto in realtà della normale opera di Madre Natura.

Ovviamente tutte queste piante non fioriscono nello stesso tempo, e questa condizione rende ancora più magico lo spettacolo. Così, tra la fine di maggio e l’inizio di luglio, l’altopiano di Castelluccio diventa un arcobaleno di colori in continuo mutamento.

migliaia e migliaia di fiori

uno spettacolo unico

quando la natura lascia senza parole

la fioritura di Castelluccio di Norcia: un arcobaleno di fiori

lenticchie e piante infestanti producono un quadro unico

la fiorita ai piedi del monte Vettore

I primi colori ad apparire sono quelli del rosso papavero ed il giallo della senape selvatica. Poi, sempre nel mese di maggio, si aggiunge il bianco del leucantemo e della camomilla bastarda. Ancora a maggio, si unisce di seguito la legousia hybrida o specchio di venere, che tinge la piana con il suo roseo-violaceo sfumato di celeste. Infine tra giugno e luglio, arriva anche il fiordaliso a dipingere di blu questo quadro già perfetto.

Per chi ancora non l’avesse visto, vi posso assicurare che questo spettacolo della Natura vi lascerà senza parole, un paesaggio così eccezionale da non aver bisogno di effetti speciali!

E’ ASSOLUTAMENTE VIETATO CAMMINARE SOPRA LE COLTIVAZIONI ED I PRATI IN FIORE! E’ impensabile aver la presunzione di poter distruggere una così bella opera d’arte…

non calpestare i fiori!!!

solo per questi sentieri è possibile camminare!!

PERCHÉ A CASTELLUCCIO DI NORCIA CI SONO ANCORA LE MACERIE? 

Non potevo credere ai miei occhi. Proseguendo sul lungo rettilineo per avvicinarci al piccolo borgo di Catelluccio posto in cima al suo colle, un pugno allo stomaco annullò tutta la felicità data dai campi in fiore.

7 luglio 2019

Un cumulo enorme di detriti si ergeva al centro del paese, tra le case fortunatamente rimaste ancora in piedi. Era come se potessi sentire tutta quella polvere togliermi il fiato. E difatti per alcuni attimi, la scena che si mostrava di fronte ai nostri occhi, ci lasciò in silenzio, senza nemmeno il coraggio di respirare.

da non credere ai propri occhi

Castelluccio di Norcia e la fioritura in mezzo alle macerie del terremoto – luglio 2019

perché ci sono ancora le macerie del terremoto

quanto tempo ancora dovranno aspettare queste persone..?

luglio 2019 ancora macerie nei paesi terremotati

Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta??? a vedere queste immagini no.

Ma davvero era rimasto tutto così?“, “Ma davvero non era stato fatto nulla per quelle persone?“.
Dov’era il mio Stato? Dove si era nascosto lo Stato Italiano per non poter vedere la triste realtà che ancora oggi stanno vivendo i nostri fratelli?

i paesi terremotati sono stati abbandonati

Nel 1961, per ricordare i 100 anni dall’Unità, fu costruito un bosco a forma di Italia. E’ visibile a sinistra di questa foto. Ma lo Stato italiano sembra essere vicino a Castelluccio, posto sulla destra, solo attraverso queste piante.

Incredula, non potevo capire. Riuscivo solo a ripetere dentro di me una parola: perché?

Avrei voluto poter fare due passi tra ciò che resta di Castelluccio di Norcia, ma quel giorno (fortunatamente) c’era tanta gente e non fu possibile trovare un posto dove poter parcheggiare con l’auto (senza tutte quelle rovine, ci sarebbe stato più spazio…).

Avrei voluto parlare con gli abitanti e chiedere loro il perché di quelle macerie ancora lì. Ho cercato con gli occhi dove fosse quel ristorante in cui avevo mangiato tanti anni prima, in inverno, con la neve, prima del terremoto. Ma non l’ho trovato…

Tornata a casa, il tarlo di quel perché non aveva smesso di darmi pace. Volevo capire e non potevo e non posso dimenticare ciò che ho visto.

Mi misi a cercare su internet e delle risposte arrivarono. Alcune persone molto gentili mi hanno raccontato dei fatti, che voglio condividere con voi, perché tutti dobbiamo sapere e nessuno deve dimenticare:

innanzitutto, e la cosa era molto prevedibile, vi sono ancora macerie in tutti i territori interessati dal terremoto tra Umbria e Marche, e si parla di centinai di paesi e di migliaia di persone;

– le persone di questi luoghi si sentono ABBANDONATE e non gli si può dare di certo contro;

–  della serie non c’è mai fine al peggio, ad Arquata del Tronto (AP) ci sono stati dei furti da parte di alcune “persone” deputate a rimuovere le macerie. A seguito di ciò, tutti i lavori di risanamento sono stati bloccati, e allo stesso tempo per evitare che fatti simili si possano ripetere, sono state cambiate anche le regole di lavoro per queste ditte appaltatrici. Solo che (come spesso succede in Italia), queste nuove regole sono così poco chiare ed in contrasto tra loro, che ora le aziende piuttosto che sbagliare muovendosi, non si muovono affatto;

– la volontà di “alcuni potenti” sembra essere quella di lasciar morire completamente queste terre e di obbligare gli abitanti rimasti ad andarsene per sempre da questi luoghi. 

Certo è che se non vengono portate via le macerie, non si può ricominciare. Non si può ricominciare a ricostruire e si continua anche a viver male, perché tutto quel cemento caduto a terra e visibile ogni giorno, da quando ci si sveglia a quando si va a dormire, è davvero un cazzotto sullo stomaco, è un lutto che non si può mai superare, sono tutti i morti del terremoto che mai vanno dimenticati ma che in questo modo, è come se mai possano trovare pace.

Tutte quelle macerie rimaste lì, immobili da quasi 3 anni, sono uno schiaffo all’economia che vuol ripartire, una porta chiusa in faccia alle tante persone che vogliono ricominciare una vita normale e che credono sul proprio territorio e da lì non se ne vogliono andare.

Quelle macerie lasciate lì, sono le lacrime sui miei occhi perché dimostrano che il mio Stato è assente e mi fanno vergognare di essere italiana!

Ora che è estate, che è tempo di vacanze, andate a Castelluccio di Norcia, andate a Comunanza, ad Arquata del Tronto, ad Amatrice, a L’Aquila…
Andiamo in queste terre.
Questa gente ha bisogno di tutti noi, ha bisogno di sapere di non essere sola.
Visitiamo queste terre in tutte le stagioni perché sempre avranno qualcosa di buono da offrirci.

Impariamo dalla Natura che come la fioritura sempre risorge.

“Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell’oceano. Ma se questa goccia non ci fosse, all’oceano mancherebbe.”

italiani apriamo gli occhi

queste terre non possono essere abbandonate!!

aiutiamo i paesi terremotati

rispettiamo sempre la Natura

l'Italia è bellissima

a presto fioritura di Castelluccio!!!

la bella Umbria

visitare con rispetto i paesi terremotati fa bene a tutti!!

 

Spero che questo articolo ti abbia in qualche modo aiutato.
Grazie per la tua lettura.
Cristina – Bagaglio a Bordo

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