Viaggio nella Foresta Amazzonica

Consigli utili per un viaggio in Amazzonia

Ritengo necessario un approfondimento degli argomenti in parte già trattati in questo articolo.

Malarone

Se come me, sceglierete per la profilassi antimalarica il Malore, vi consiglio:

  • di usarlo per un breve periodo (io l’ho usato per un totale di 13 giorni)
  • di assumerlo la mattina a colazione.
    Anche se il Malarone rientra tra i farmaci antimalaria con minori effetti collaterali, non ne è del tutto privo.
    Assumendolo al mattino, si riduce il rischio di percepire una sensazione simile al senso di vertigine che rasenta lo stato allucinatorio. Questo utile consiglio, rende perciò gli effetti collaterali più blandi, rispetto alla somministrazione serale.
    La mia personale esperienza, mi rievoca quello che ho provato il giorno in cui ho assunto il farmaco per la prima volta.
    Mi trovavo a Quito, capitale dell’Ecuador e mentre stavo pranzando vicino alla Basilica del Voto Nacional, ho iniziato ad avvertire un senso di sbandamento.
    Ho terminato tranquillamente il mio pasto, e ho poi preferito prendere un taxi ed andare a riposare. Null’altro.
  • di assumerlo insieme ad una tazza di latte, così da aumentare la biodisponibiltà del farmaco, cioè la sua concentrazione nel sangue.
  • di iniziare la terapia due giorni prima di raggiungere l’Amazzonia, di continuare la profilassi per tutti i giorni della vostra permanenza nella zona a rischio, e di protrarla fino ad una settimana dopo aver lasciato l’area potenzialmente infetta.
  • l’assunzione prevede una sola pastiglia durante tutti i giorni che ho indicato al punto sopra.
  • il costo di una confezione di Malore (al gennaio 2016) si aggira intorno ai 60 euro per 12 compresse.

Repellente per zanzare

In Ecuador ho trovato il Detan, repellente per zanzare utilizzato dalla maggior parte della popolazione, soprattutto come difesa per i bambini. Quest’ultimo fatto, mi aveva portato a pensare ad un prodotto non nocivo per la salute.
Sicuramente il Detan è molto efficace nel raggiungere il suo obiettivo, ma nutro dei seri dubbi sulla sua non tossicità.

Alcuni consigli utili testati personalmente contro i mosquitos dell’Amazzonia:

  • Se le vostre condizioni di salute non ne vietano l’uso (consultate il vostro medico a tal proposito), assumete alimenti (o integratori come ho fatto io) che contengono vitamina B1, B6 e C.
    Esistono opinioni contrastanti al riguardo, ma queste vitamine sembrano efficaci nel rendere sgradevole alle signore zanzare, l’odore della nostra pelle e del nostro sudore.
    Questo rimedio, è scarsamente efficace se utilizzato da solo.
  • Olio essenziale di lavanda.
    Ne ho utilizzato tantissimo, sia direttamente sulla pelle, sia spargendolo in gocce sui miei vestiti.
    Accertatevi che l’olio essenziale di lavanda sia naturale al 100%, così oltre che godere del suo buon profumo, non utilizzerete un prodotto nocivo.
  • Indossate abiti comodi, di cotone e colore chiaro, di asciugatura rapida e che coprano interamente l’estremità del corpo (braccia e gambe).
    Usate calzature chiuse.
    Indispensabili sono gli stivali per addenstrarsi nella giungla. L’impermiabile è un altro accessorio necessario.
  • Dentro al mio zaino non mancano mai, il fornellino elettrico e una vagonata di piastrine anti zanzare.
    Ovvio, in Amazzonia, è possibile utilizzare questo kit solo nelle ore in cui è presente l’energia elettrica.

Sostenibilità ambientale

Solitamente nella Foresta Amazzonica, le strutture ricettive sono sensibili alla salvaguardia dell’ambiente: fate attenzione ad utilizzare solo saponi biodegradabili; utilizzate l’acqua con parsimonia; contribuite al riciclaggio dei rifiuti e alla tutela del territorio.

Quali farmaci portare con voi per un viaggio in Amazzonia:

  • antipiretico
  • antibiotico a largo spettro
  • antibiotico intestinale
  • cortisonico e antistaminico, non solo in compresse, ma anche in crema.
    Se come me soffri di allergie, ti consiglio di portare anche la forma farmaceutica per la somministrazione intramuscolare e/o endovenosa. Non dimenticare di avere con te delle siringhe sterili.
  • fermenti lattici.
    Ti consiglio l’uso delle bustine come forma farmaceutica, piuttosto che la sospensione orale in flaconcini.
    Questo per via delle alte temperture che rendono maggiormente deteriorabili le soluzioni liquide.

Curcuma e zenzero

Non rientrano tra i farmaci, ma per esperienza personale, confido molto in queste spezie naturali.
Portate con voi anche curcuma e zenzero, che per le loro proprietà antinfiammatorie e di rinforzo delle difese immunitarie, contribuiranno di certo al vostro benessere.
Queste spezie, conosciute ed usate fin dall’antichità, garantiscono un maggior effetto se assunte costantemente; la loro efficacia è invece inferiore, se si ricorre al loro uso, quando è già presente un problema di salute.

Documentazione per Ecuador e Amazzonia

L’unico documento necessario per entrare in Ecuador è il passaporto, con una validità residua di almeno sei mesi al momento dell’ingresso nel Paese.
Vi consiglio di portare sempre con voi una copia, meglio se plastificata, di questo documento.
Oltre ai normali controlli che possono effettuare le Autorità di Polizia, in Ecuador molti locali come pub o discoteche, richiedono all’ingresso la “cedula“, cioè un documento di identità. Se non l’avete, restate fuori.

Mettete nel vostro bagaglio, anche una copia delle vaccinazioni fatte in Italia.
La certificazione attestante la vaccinazione contro la febbre gialla, deve essere eseguita almeno 10 giorni prima del vostro ingresso nella zona endemica.

Dentro al mio zaino, inoltre, ho sempre una copia dell’assicurazione sanitaria stipulata prima della partenza.

Un altro consiglio che mi sento di dare, è quello di registrarsi nel sito https://www.dovesiamonelmondo.it/

Il 16 aprile 2016, viaggiavo da sola in Ecuador, quando un violento terremoto di magnitudo 7,8 gradi sulla scala Richter colpì questo Paese, provocando il disastro che tutti noi ricordiamo.
Per mia fortuna non ero vicina all’epicentro. La città di Guayaquil in cui mi trovavo in quel minuto di distruzione, riportò danni e vittime, ma io stavo bene, a parte tutto.

La Farnesina si mise subito in contatto con me, perchè grazie al sito nel quale mi ero registrata, risultavo tra i cittadini italiani che al momento del terremoto, si trovavano in Ecuador.

 

Continua la lettura del mio viaggio in Amazzonia

 

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Grazie per la tua lettura.
Cristina – Bagaglio a Bordo

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